Castel del Monte
Capolavoro unico dell'architettura medievale, fu fatto costruire da Federico II di Hohenstaufen verso il 1240. L'edificio domina il paesaggio della Murgia con la sua forma poligonale, delineata da cortine compatte in cui si aprono al piano inferiore monofore a tutto sesto, al primo bifore goticheggianti e un'unica trifora rivolta verso Andria, città molto cara a Federico II per la sua costante fedeltà.
Il numero otto e la forma ottagonale rappresentano gli elementi caratterizzanti di Castel del Monte.
Perfetta sintesi fra scienza, matematica e arte, il castello è stato definito "pietrificazione di un'ideologia del potere, manifesto della regalità tradotto in un materiale che resiste nel tempo."
Il Castello è inoltre fortemente connotato dalla coesistenza di matrici culturali profondamente differenti, ma perfettamente integrate fra loro, tutte strettamente connesse alla poliedrica personalità di Federico II.
Castel del Monte è stato inserito nell'elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 e in quello dei patrimoni dell'Umanità dell'Unesco nel 1996 per la perfezione delle sue forme e l'unione di elementi culturali del nord Europa, del mondo islamico e dell'antichità classica.
Federico II di Svevia
Federico nacque il 26 Dicembre 1194 da Costanza d'Altavilla e da Enrico VI.
Federico a soli quattro anni fu incoronato Re di Sicilia, Duca di Puglia e Principe di Capua.
Egli fu chiamato Stupor Mundi e Puer Apuliae dal fatto che amava molto la Puglia.
Rinnovatore della mitica età dell'Oro per i suoi sostenitori, le sue tracce sono oggi ancora visibili in tutto il Sud, costruì il primo Stato centralizzato, Federico adottò tutta una serie di misure, inconsuete per una monarchia degli inizi del Duecento, per risollevare le condizioni economiche del regno, facilitando gli scambi e garantendo la sicurezza delle strade. Promulgò le Costituzioni che diedero l'ossatura al suo Stato centralizzato, su una collina della Capitanata in Puglia, fece edificare, tra gli altri, il celebre Castel del Monte, che egli stesso aveva progettato, si dice insieme al Sole.
Tenerelli
I fratelli Mucci, gelosi custodi dell'arte dolciaria si attengono ai canoni della migliore pasticceria e, per ottenere ottimi risultati, non si fidano della perfezione che può assicurare la tecnologia, ma curano personalmente le varie fasi della lavorazione del confetto, dalla scelta delle mandorle (prediligono quelle di Avola, comune di Siracusa), alla "confettatura" e alla rifinitura del prodotto.
La "antica fabbrica di confetti" ha acquisito notorietà ed altissimo prestigio, in virtù della squisitezza dei suoi prodotti genuini al pari di quelli che in passato si affermarono come frutto dell'addestrato ingegno del capostipite della famiglia.
I confetti hanno colori diversi secondo le occasioni in cui vengono offerti. Rosa e celesti per le nascite; il verde per i fidanzamenti; il rosso per le lauree; il giallo e il verde per i 18 anni; il giallo per il secondo "si"; l'argento e l'oro per i 25 e 50 anni di matrimonio.
Specialità sono i TENERELLI: confetti dal cuore tenero realizzati con mandorle di Puglia e nocciole ricoperti interamente da un doppio strato di cioccolato purissimo.
Inoltre all'interno della confetteria è possibile ammirare il celebre Museo ospitato in una bella palazzina liberty dalle volte in pietra, originaria sede della fabbrica di confetti. Frutto di una paziente ed appassionata ricerca, raccoglie in quattro sezioni documenti, utensili, apparecchiature, stampini per la produzione di confetti, caramelle e cioccolato.
Riccardo Scamarcio
Attore andriese, ha esordito in alcuni fotoromanzi . Nel 2001 partecipa alla miniserie tv in due puntate, Ama il tuo nemico 2 e nello stesso anno alla serie tv, Compagni di scuola.
Tre metri sopra il cielo (2004), tratto dal romanzo omonimo di Federico Moccia, il lungometraggio che lo ha reso molto noto al pubblico, soprattutto giovane. Il successo è tale da farlo diventare un sex symbol e uno degli attori più richiesti. Nel 2007 escono nelle sale alcuni suoi film: Mio fratello è figlio unico, diretto da Daniele Luchetti, Manuale d'amore - Capitoli successivi, e Ho voglia di te, tratto dal romanzo omonimo di Federico Moccia.
Lino Banfi
Lino Banfi, pseudonimo di Pasquale Zagaria (Andria, 11 luglio 1936), è un attore italiano e ambasciatore dell'UNICEF. Reso popolare per la sua parlata con forte accento barese (dialetto di Canosa), è tra gli attori italiani più caratteristici e distintivi del dopoguerra.
Rappresenta uno dei mostri sacri delle commedie erotiche degli anni settanta, che furono criticate a quel tempo per le scene di nudo e per i linguaggi volgari, ma che sono state rivalutate negli ultimi anni poiché considerate un'analisi critica dei difetti della società italiana.
Francesco Giorgino
Francesco Giorgino è nato ad Andria (BT) l' 08/08/1967.
Iscritto all'albo dei giornalisti professionisti dal 19/01/1993. Conduttore del Tg1 Rai.
Ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari.
Tra gli altri incarichi è professore a contratto di "Istituzioni di Sociologia della comunicazione" presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università la Sapienza di Roma.
Burrata
La burrata è un formaggio fresco a pasta filata, simile alla mozzarella ma dalla consistenza molto più morbida e filamentosa, prodotto nella Murgia in particolare ad Andria suo luogo di invenzione.
Lorenzo Bianchino Chieppa, casaro inventore della Burrata, negli anni Venti, lavorava nella masseria Piana Padula, ubicata nelle prossimità di quello straordinario monumento che è Castel del Monte, all' epoca rinomata per la produzione di manteche, formaggi di pasta filata leggermente stagionati e ripieni di burro. La burrata è prodotta con latte vaccino intero: è riscaldato a 40 gradi con l' aggiunta di caglio per formare la cagliata, con la pasta che si deposita sul fondo della tinozza (adesso d' acciaio) sommersa di siero. Tolto il siero, la pasta si tagliuzza in acqua bollente salata, a cento gradi, e si gira con un bastone per renderla il più possibile elastica. Tagliata a sfoglia, la pasta viene sfilacciata e immersa nella panna. Nel frattempo si lavora l' involucro, che sarà molto più duro rispetto al contenuto e comunque commestibile. La pasta viene lavorata in acqua calda, sempre a cento gradi, però senza sale.
E' un'invenzione andriese e insieme all'olio e al vino è una delle tre glorie della città.
Olio Extra Vergine d'Oliva
L'olio di oliva è un olio alimentare caratterizzato da un contenuto molto elevato di grassi monoinsaturi.
Nella tipologia vergine si ricava dalla spremitura meccanica dell'oliva, frutto della specie Olea europaea.
Prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo, l'olio d'oliva è attualmente prodotto anche nelle altre regioni a clima mediterraneo.
Le olive sono tradizionalmente raccolte (in alcune regioni) battendo i rami con bastoni flessibili, in modo da provocare la caduta dei frutti che, dopo essere caduti su apposite reti vengono poi raccolti. Una tecnica più moderna prevede l'utilizzo di abbacchiatori meccanici che scuotono i rami, ma con un maggiore danno per la pianta, e le olive cadono su una rete predisposta a terra che permette poi di raccoglierle più rapidamente e con minore fatica.
Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Il Parco nazionale dell'Alta Murgia, istituito nel 2004, è una area naturale protetta situata in Puglia, nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani.
Si estende nella provincia di Barletta-Andria-Trani e nella provincia di Bari, sulla parte più elevata dell'Altopiano delle Murge di Nord-Ovest. Coincide con una parte della più estesa Zona di Protezione Speciale istituita per proteggere la Steppa a Graminaceee, habitat del Falco Grillaio.
Il parco ha un'estensione di 67.739 ettari. Originariamente gli alberi erano molto diffusi, oggi si ritrovano soltanto esemplari isolati di roverella. In compenso sono molto diffuse specie di erba bassa e media, come l'asfodelo e la ferula. Nel parco crescono anche piante o arbusti ad interesse alimentare, come il cardoncello e la mora selvatica. Tra le specie fungine troviamo il fungo cardoncello e numerose altre specie non commestibili.
Tra i rettili possiamo annoverare, oltre alla comunissima lucertola campestre ed alla testuggine comune la presenza del ramarro, del Geco di Kotschy e di vari serpenti, tra cui la vipera, il cervone, il biacco, la biscia dal collare e, particolare, il colubro leopardino.
Anche gli anfibi sono presenti, nonostante l'ambiente arido non lo farebbe supporre.
Arte Romanico Pugliese
La Puglia è terra romanica per eccellenza: ecco un viaggio tra le superbe cattedrali che sfoggiano ancora intatto un antico splendore.
Il romanico pugliese è quella cultura che si sviluppò in Puglia tra l'XI e la prima metà del XIII secolo, soprattutto in architettura, scultura e nell'arte del mosaico.
I porti pugliesi erano frequentati dai pellegrini diretti in Terrasanta e furono anche il punto di partenza per molti partecipanti alla Prima crociata nel 1090. Il gran flusso di persone determinò la ricezione di una grande varietà di influssi culturali che si manifestò anche nella produzione artistica successiva.
Le chiese pugliesi recepirono caratteri lombardi, pisani ed orientali rielaborandoli secondo uno schema peculiare.
I Tre Campanili
Per la presenza dei suoi tre alti campanili, viene conosciuta anche come la città dei tre campanili.
Il CAMPANILE della Cattedrale (sec. XII), sorto su una ex torre di guardia normanna, che conta quasi mille anni. Visto da lontano, eretto accanto alla sua chiesa più antica, esso appare come un fermo segnale nella distesa campagna andriese, vigilante sui suoi orizzonti, e sulle case piccole e grandi della Città.
Il CAMPANILE di San Domenico (sec. XVIII), questo ampanile, che è tutto di pietra, di stile barocco, e che riuscì quant'altro mai svelto ed elegante, fu maestro Domenico Jeva, fratello di Vito che rizzò quello di S. Francesco. Esso si eleva sublime all'angolo del primo chiostro, sopra un solido arco acuto, per dare libero passaggio ai corridoi del medesimo. Il suo basamento sino al primo piano, è quadrato, gli altri tre piani con la cuspide, hanno gli angoli ottusi.
Il CAMPANILE della chiesa di San Francesco (sec. XVIII) fu costruito tra il 1760 e il 1772,
per cui gli Andriesi non finivano "di ammirare la sveltezza, l'eleganza e la sublime arditezza della nuova torre, che conta sessantacinque metri di altezza."
Questo campanile è di stile puramente toscano. Il suo basamento è quadrato, come i tre piani, che su di esso si elevano, e si terminano con una ricca cornice, ornata di dentellatura.